Matilde Sarzi Sartori nasce a Ponteterra di
Sabbioneta (MN)
il 16 agosto 1922.
È la seconda di 4 figli. Suo padre Andrea Sarzi Sartori è operaio
specializzato e lavora allo zuccherificio di
Casalmaggiore.
Sua madre Giulia Morozzo è sarta, casalinga, gestisce orto e
allevamento di galline e conigli.
La famiglia di Matilde si trasferisce a Casalmaggiore nel 1929,
ma la successiva crisi e le sue ripercussioni impattano molto sulla loro
vita: il padre sarà costretto a vendere la casa acquistata solo poco prima
per fare fronte alle necessità della famiglia.
Dotata di intelligenza fuori dal comune, Matilde riesce con soli meriti
ad eccellere negli studi ginnasiali e liceali e a ottenere la borsa di studio
che le consente di non pesare sulla famiglia.
Vince premi provinciali e nazionali nell'ambito delle traduzioni
di Greco antico e Latino. Poi si mantiene prima con lezioni private e
poi con l'insegnamento nelle scuole durante gli studi universitari,
a partire da 20 anni. Supera il difficile periodo della guerra e
si laurea nel 1946 presso l'Università di Bologna in Lettere Moderne. Essendo i trasporti fortemente danneggiati
dalla guerra, si reca a Bologna due volte in bicicletta per sostenere
gli ultimi esami.
Dopo la laurea continua con l'insegnamento, prima all'avviamento
e poi al ginnasio liceo, dove conosce anche il collega che diventa
suo marito, Giovanni "Giano" Destri,
che sposa nel 1952. Diventa successivamente mamma di tre figli:
Silvia,
Claudio e
Giulio.
Ottima insegnante, con preparazione multidisciplinare vastissima,
usa anche le proprie doti di sintesi ed eloquio per rendere comprensibile,
a detta di tutti i suoi allievi, le lezioni più difficili nelle materie
di latino e greco e storia antica e moderna, oltre che italiano
e linguistica.
Insegna per tre generazioni di studenti, per un totale di 43 anni di
servizio.
Una delle sue caratteristiche professionali più apprezzata dagli allievi
è la sua grande capacità di motivazione personalizzata, riassumibile
con la frase:
"fai tutto quello che puoi per arrivare al risultato
che puoi raggiungere ora. E cerca di migliorarti sempre".
Molti allievi, infatti, la ricordano per l'aiuto in
termini di motivazione e di raggiungimento di obiettivi
oltre che per la capacità didattica.
Una attività di "coaching" in anticipo sui tempi.
Nel 1967, insieme al marito Giovanni e ad altri insegnanti,
Matilde è tra i fondatori del Liceo Classico "Romani",
nucleo del futuro "Polo Romani".
In tale scuola Matilde insegnerà sino alla pensione,
assumendo anche il ruolo di preside incaricato per 2 anni.
Matilde contribuisce anche alla vita pubblica del marito e del fratello
Renzo, più volte consigliere
comunale e vice sindaco di Casalmaggiore dal 1969 al 1974.
Dopo la pensione alterna il ruolo di mamma e nonna a viaggi
insieme al marito e alle sue passioni di studio.
Dopo avere studiato da giovane francese e tedesco, impara inglese
e informatica a più di 70 anni.
Anche un gravissimo ictus, che la colpisce nel 2006 e
a causa del quale rimane in coma per alcuni giorni,
viene da lei superato con tenacia e volontà in un anno e mezzo di riabilitazione,
lasciando solo una grave limitazione alle sue capacità lessicali.
Riesce a sopravvivere anche alla morte improvvisa del marito nel 2007.
Insegna a cucinare alle badanti, guarda trasmissioni scientifiche,
esce di casa e incontra persone.
Supera le varie malattie legate alla vecchiaia.
Fino all'esito, devastante, di un problema intestinale cronico,
che si aggrava di colpo nel 2018 producendo una grave ischemia
intestinale e conducendola alla morte nel giro di meno di due mesi il 30 luglio.